Filoteo Alberini

Filoteo Alberini nasce ad Orte il 14 marzo 1867. Fin da ragazzo si appassiona alla fotografia grazie all’apprendistato con un fotografo ambulante. Dopo aver frequentato a Roma varie scuole ed accademie senza essersi mai diplomato, parte per il militare a Pavia.

E’ qui che il comandante si rende conto della sua straordinaria abilità nel fare le fotografie e decide di  impiegarlo nel Genio Militare. Quando si congeda, nel 1891, ottiene subito un lavoro nel reparto fototecnico dell’Istituto Geografico Militare Firenze, dove vince persino una medaglia d’oro per una sua invenzione che facilita la riproduzione fotozincografica delle mappe. Ma è un’ episodio del 1894 che cambia la sua vita. In un giorno d’autunno il giovane Alberini passa sotto i portici di Piazza Vittorio Emanuele a Firenze (oggi Piazza della Repubblica) e si imbatte in una vetrina che mostra il kinetoscopio Edison. Entrato nel negozio, osserva da vicino questa grande scatola all’interno della quale, girando una manovella, si vedono delle immagini in movimento. Vorrebbe aprirla per capire come funziona, ma il proprietario del negozio glielo vieta. Torna allora a casa, deciso a costruire lui stesso una simile diavoleria, magari con la possibilità di proiettare le immagini in pubblico. Nel giro di due mesi inventa il suo kinetografo, una macchina che può riprendere le immagini e poi proiettarle su uno schermo. Eccitato e desideroso di confrontarsi con altri studiosi, Alberini va subito in Francia a mostrare i suoi disegni ai Lumière, all’epoca famosi fotografi. Ma evidentemente qualcosa va storto..

Dopo qualche mese i Lumière passano alla storia per aver inventato il cinematografo, mentre Alberini, tornato in Italia, brevetta il suo kinetografo di cui non si sentirà più parlare. Cosa è successo? Sembra proprio che i Lumière abbiano sfruttato gli studi del pioniere italiano per perfezionare il loro cinematografo. Tuttavia Alberini, che nutre una tenace e intensa ossessione per il cinema, non si arrende. Apre la prima sala cinematografica italiana a Firenze e poi, trasferitosi a Roma, replica con il primo cinema della capitale, il Moderno, tuttora in funzione in Piazza Esedra. Ma soprattutto segna l’inizio della storia del cinema italiano nel 1905 girando il primo film a soggetto, “La presa di Roma” , per realizzare il quale apre anche la prima casa di produzione nazionale, l’Alberini & Santoni, che nel corso degli anni, dopo vari cambiamenti, si trasformerà in Cinecittà.

Senz’altro ciò che caratterizza Alberini è il suo continuo desiderio di innovare e inventare. Oltre al kinetografo realizza infatti il cinesigrafo a serie, il cineorologio, la cinepanoramica, e tante altre “diavolerie”. Eppure, il grande entusiasmo per le sue invenzioni continuerà a rivelarsi fino alla fine un’arma a doppio taglio: così come ha parlato in tempi prematuri ai Lumière del suo kinetografo, molti anni dopo porterà negli Usa la sua cinepanoramica facendosi rubare l’idea dalla Fox. Che dire? Ad Alberini interessavano forse i soldi e la celebrità? Sembra proprio di no. Anche per questo è doveroso ricordarlo e ammirare in lui quella sincera passione per il cinema che nessun ostacolo ha potuto scoraggiare e che allo stesso tempo non ha ambito ad alcun riconoscimento fine a se stesso.

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